VAFLER NORVEGESI

giovedì 7 febbraio 2008

Se tra i tanti oggetti da collezione che possedete in cucina doveste trovare una cosa del genere:


allora potete provare a fare questa ricetta nei pomeriggi piovosi e freddi, sorseggiando un buon caffè o tè caldo.
La ricetta è della mia mamma, ovviamente è una ricetta norvegese, è semplice e piuttosto veloce da preparare. Quando si è ospiti d'inverno in una casa in Norvegia, è tipico essere accolti caldamente attorno ad un tavolino imbandito con una pila altissima di vafler appena fatti da spalmare con burro, diverse varietà di marmellata e panna acida accompagnati da litri di caffè (tipo all'americana).

Ingredienti:

4 uova
5 cucchiai di zucchero
4 dl di latte
150 g di burro fuso lasciato raffreddare
280 g di farina 00
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci

Lavorare a lungo con le fruste le uova e lo zucchero fino ad ottenere un impasto chiaro e soffice. Aggiungere poco per volta il burro fuso e il latte e mescolare bene. Far cadere da un setaccio la farina e il lievito un po' per volta continuando a mescolare.
Facendolo cadere col cucchiaio, il composto deve risultare non troppo liquido. Lasciare riposare almeno trenta minuti in frigorifero.
Scaldare la cialdiera, quando raggiunge la temperatura di cottura, imburrare leggermente lo stampo prima del primo vafler e far cadere subito il composto, per evitare che il burro imbrunisca, nella quantità necessaria. Chiudere lo stampo e cuocere fino a doratura. Prelevare il vafler adagiarlo su un piatto (in questo modo rimarrà morbido) oppure su una griglia (in questo caso diventerà più croccante) e continuate a versare acucchiaiate il composto fino ad esaurimento. Si ottengono 15-20 vafler.


Noi difficilmente resistiamo fino ad ottenerne una pila, ma li mangiamo ancora caldi man mano che cucinano, spalmandoli di marmellata, ma sono ottimi anche senza nulla o spolverati di zucchero a velo. Una vera goduria.

Di ricette ne esistono tante varietà, questa è una delle più semplici. Esistono anche versioni salate, ma questa è proprio la più tipica.

10 commenti:

caravaggio ha detto...

che bello ho l'oggetto o meglio mia madre che da anni giace in un cassetto e allora adesso che ho la tua ricetta ritornerà alla luce buon carnevale cinese

kabalino ha detto...

In Norvegia non si fanno mancare niente...mhhh, buoniii...
:)

( ^^)/ ha detto...

Ciao Caravaggio, mi fa piacere che tu possa riesumare un attrezzo dimenticato!

0_0Tina

( ^^)/ ha detto...

Kab, che piacere rivederti qua!!!
Eh già, in Norvegia sono degli specialisti per quanto riguarda i dolci, questo è niente!! ^___^

0_0Tina

graziella ha detto...

Ehi! Tina! E' chiaroveggenza???
Vieni da me!
Ciao Ciao!

( ^^)/ ha detto...

Sì, sì, siamo in sintonia, bello!

Smack 0_0Tina

Francesca ha detto...

quellìoggetto dei miei desideri ancora non fa parte della mia cucina ahimè, intanto conserverò la ricetta della tua mamma. Grazie!

Francesca

( ^^)/ ha detto...

Come Graziella, anche io il mio è stato un acquisto Lidl di poca spesa, molta resa! In effetti dai risultati di Graziella con gli anni devono anche avere migliorato il prodotto, quindi capiterà ancora presto l'occasione.

Ciao 0_0Tina

PS Ho visto che sei iscritta a Blogger ma non hai un blog, hai intenzione di cominciare a scrivere un foodblog?

Anna ha detto...

Da noi, in Abruzzo, si fanno e si chiamano Ferratelle. Io ho una serie di stampi antichi, che non uso perchè non le preparo mai. Mangio quelle fatte dagli altri, ma niente burro, da noi si usa sempre e rigorosamente olio extravergine di oliva :-)

( ^^)/ ha detto...

Sì Anna, le conosco e ho presente gli stampi che dici. So che sono tipici in diversi paesi e ognuno li identifica con un proprio nome: ferratelle, cialde, vafler, waffle...

Ciao 0_0Tina

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